Installazione impianti riciclaggio rifiuti

Building Automation
 
Ci occupiamo da più di 30 anni di installazione impianti riciclaggio rifiuti con sistemi integrati di gestione e controllo dei processi lavorativi.
 
Gli inerti da costruzione e demolizioni (C. & D.) riciclati e analizzati acquistano valore perchè possono essere riutilizzati per sottofondi stradali, sovrastrutture in genere, rilevati e riempimenti e come materia prima da costruzione. Per riciclaggio di materiali edili si intende tutto l’insieme di strategie volte a recuperare materiali provenienti da attività di costruzione e demolizione e reimpiegarli nel settore delle costruzioni evitando di smaltirli in altro modo.
 
Il riciclo può essere distinto in riciclo primario, secondario e terziario in funzione del processo subito e delle caratteristiche del prodotto finale:
– Il “riciclo primario” o “riuso“, consiste nel riutilizzo direttamente in cantiere degli scarti di lavorazione: in tal modo viene ridotta la quantità di rifiuti prodotti. Tale prassi, in linea con le normative più recenti in materia ambientale, è la meno dispendiosa dal punto di vista economico e quella a minor impatto ambientale.
– Il “riciclo secondario” implica un trattamento meccanico del rifiuto e generalmente un calo di qualità del prodotto rispetto all’originale, processo che implicherà un suo probabile diverso.
– Il “riciclo terziario” avviene per via chimica: esso produce un materiale praticamente equivalente al materiale di partenza.
 
Vantaggi, interessi e normative
Il riciclaggio dei materiali provenienti da attività di costruzione e demolizione si configura come ovvia soluzione al problema dello smaltimento e presenta vantaggi economici per una molteplicità di attori:
– per il produttore è uno strumento di smaltimento con costi limitati;
– per il proprietario dell’impianto il materiale riciclato ha un valore commerciale;
– per l’acquirente tale materiale ha prestazioni paragonabili ai materiali tradizionali dai quali è stato generato ed ha prezzo molto inferiore;
– per la collettività il riciclo di materiali da costruzione garantisce una maggiore tutela delle risorse non rinnovabili dell’ambiente.
 
La promozione della pratica del riciclaggio di rifiuti edili è parte di una politica edilizia che, negli ultimi decenni, è stata indirizzata verso il recupero delle aree e degli edifici dismessi. In secondo luogo è cresciuta una sensibilizzazione a livello italiano ed europeo al rischio idrogeologico, per cui abbiamo assistito ad una politica ambientale orientata alla limitazione del consumo delle risorse naturali (e quindi delle cave ampiamente utilizzate per il confezionamento di cls) ed all’acquisizione di consapevolezza da parte dei soggetti decisori e tecnici dell’uso responsabile delle risorse del territorio e della necessità di limitare la pratica delle discariche.
 
La legislazione italiana in materia di rifiuti, antecedente al 1997, era stata formulata per lo più per arginare situazioni di emergenza ambientale. Il Decreto Ronchi del 1997 (D.L. 5/02/97 abrogato dall’art. 264, c. 1, lett. i del d.Lgs n. 152 del 3 aprile 2006 che ne ricalca le linee), offre per la prima volta un quadro organico sulla normativa di questo settore, prevedendo precisi obblighi di indirizzo, di pianificazione e di attuazione della politica di gestione dei rifiuti. Con il Decreto Ronchi, che si muove in linea con le direttive dell’Unione Europea, le ditte operatrici nel settore della demolizione sono obbligate a compilare formulari di identificazione dei rifiuti. Lo scopo è quello di prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti, valorizzare gli scarti attraverso il recupero, diminuire la quantità dei rifiuti smaltiti in discarica ed incrementare la raccolta differenziata per garantire l’alta qualità del recupero.
 
Questi fondamentali obiettivi si traducono nel campo delle costruzioni nell’ottimizzazione di alcune fasi del processo edilizio, ad esempio nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione di un green building.
 
Tali fasi sono:
fase di progetto – in vista dell’intero ciclo di vita del prodotto edilizio;
fase di demolizione – come stadio iniziale del processo di recupero;
fase della raccolta differenziata – per valorizzare il prodotto finale.
 
Dopo il decreto Ronchi è fondamentale citare il nuovo codice CER/2002 che classifica i rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione tramite codici che servono da riferimento per la compilazione del MUD, che a sua volta rappresenta un’ottima banca dati per la riorganizzazione del Catasto dei Rifiuti e dell’Osservatorio nazionale sui rifiuti.
 
Le fasi del processo
Il processo di riciclo dei materiali edili si articola in quattro grandi fasi:
1. la formazione del rifiuto di cantiere;
2. la raccolta dei prodotti dismessi;
3. il trattamento dei rifiuti;
4. la ricollocazione nel mercato dei prodotti provenienti dagli impianti di riciclaggio.
 
Perché l’attività di riciclo sia conveniente è necessario garantire che:
– esista una buona fonte di approvvigionamento di materiale;
– risulti positivo il bilancio energetico del processo;
– esista un mercato in cui collocare il materiale riciclato;
– l’operazione sia economicamente sostenibile.

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