Impianti di protezione dalle scariche atmosferiche

protezione scariche
 
La sicurezza sul lavoro è fondamentale, per questo Proteo Engineering si occupa anche della progettazione di impianti volti alla salvaguardia delle strutture da eventi atmosferici imprevisti.
Si parla quindi di impianti di protezione dalle scariche atmosferiche composti da:
un impianto di protezione esterno (isolato o non isolato)
un impianto di protezione interno

L’impianto esterno ha lo scopo di: intercettare i fulmini diretti sulla struttura (con un sistema di captatori), condurre a terra senza danni la corrente di fulmine (con un sistema di calate) e disperdere a terra la corrente di fulmine (con un sistema di dispersori).
L’impianto interno invece ha lo scopo di prevenire le scariche pericolose nella struttura utilizzando connessioni equipotenziali o distanze di sicurezza (e quindi isolamento elettrico) tra i componenti dell’LPS esterno ed altri elementi metallici interni alla struttura.

La progettazione delle misure di protezione contro i fulmini viene eseguita in conformità alle norme:
– 62305/3 (CEI 81-10/3) relativamente al danno materiale e pericolo per le persone.
– 62305/4 (CEI 81-10/4) relativamente agli impianti elettrici ed elettronici Tra gli impianti di protezione scariche atmosferiche ci sono quelli ad asta, come il tipico parafulmine, a fune o a gabbia.

Per ogni impianto di protezione dalle scariche atmosferiche vige sempre l’obbligo di verifica impartito dal DPR 462/2001, decreto emanato dal Presidente della Repubblica nel 2001 ed entrato in vigore nel 2002, il quale obbliga tutti i datori di lavoro ad eseguire le verifiche periodiche di legge sui propri impianti di protezione dalle scariche atmosferiche, specialmente in ambienti in cui è presente il lavoratore.

Quindi, qualsiasi attività che abbia un impianto di protezione dalle scariche atmosferiche deve essere verificato obbligatoriamente e periodicamente da un Organismo Ispettivo o da ASL e ARPA, al fine di controllare lo stato dello stesso impianto verificare che tutte le manutenzioni siano state effettuate regolarmente. Inoltre, in caso di mancata conformità o verifica degli impianti, il datore di lavoro è responsabile e sanzionabile con un’ammenda pecuniaria dai 1000 ai 4800 euro, rischiando successivamente una sanzione penale con arresto.

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